Sneakers o leggende? Le Reebok Pump compiono 25 anni.

sneakers uomo scarpe sportive

Conosciamo bene il mondo delle sneakers da uomo di oggi. Un mondo in cui Nike, adidas e Converse fanno da padroni. Esce qualche buona release ogni tanto dalle competitors storiche e qualche altra scarpa molto buona da chi non te lo aspetti, altre scarpe ottime da che ancora non conosci, perchè non in commercio in Italia. Tranquilli, Sneakers365 è qui apposta per riportarvele. Ma voi che siete appassionati sneakers come me, sicuramente vi sarete chiesti:

Come siamo arrivati fin quì? Stati Uniti, fine anni ’80, in un periodo in cui la moda era “BIG IS BETTER”: BIG hairs, BIG phones, BIG cars. Chi voleva rivendicare un certo status, lo faceva in grande. Il ritorno della sneaker vintage, della scarpa Retro, high per l’uomo o platform per le donne, indica che quella moda non è morta. Ma a noi non interessa la moda, interessano le sneakers. Giusto? Proprio quest’anno compiono 25 anni le scarpe che ha rivoluzionato il mondo delle sneakers. E qui forse è da ammettere, anche se sono un fedele sostenitore Nike, che si parla delle SNEAKERS, per eccellenza. Un simbolo. Non soltanto per l’estetica, per il nome, per l’utilizzo che se n’è fatto tra sport, cinema e spettacolo. Non soltanto per il brevetto di una tecnologia funzionante e molto apprezzata, ma per tutto quello che ha saputo rappresentare dall’89 a oggi. Stiamo proprio parlando delle Reebok Pump.

1. Le Leggende non muoiono mai

Già dal 1987, Nike aveva provato a dare la sensazione di assorbenza agli shock creando gli “inserti di aria” con le prime Air Max. adidas, nell’88 portò le Torsion (tecnologia Soft Cell) e già si pensava che fossero arrivate le sneakers del futuro. Tutti i maggiori produttori incominciarono a progettare scarpe futuristiche, con nuove tecnologie per aumentare la stabilità e le prestazioni. Tra le altre, Converse con la tecnologia Energy Wave e PUMA con la Trinomic. Ma chi si contendeva il mercato delle sneakers, delle scarpe runner e quello pubblicitario in quegli anni erano Nike e Reebok. Nike arrivò con prepotenza negli anni ’70, ma nei primi anni ’80 Reebok, con le sneakers da donna come cavallo di battaglia, esplose dando subito battaglia. Prima delle Pump nessuno collegava Reebok con il playground, ma alcune buone release come le Pro Legacy ebbero successo e ci furuno vari cambi di fronte di atleti Nike come Danny Ainge e Dennis Johnson dei Celtics che crearono una vera e propria rivalità anche sull'”hardwood”

2. The Battleground

scarpe sportive Nel 1987, Reebok era un vero e proprio fenomeno. Superò Nike con un 26% di share nel mercato delle scarpe sportive. Soltanto con la campagna “Just Do It”, Nike riuscì a tornare a dominare, prepotentemente. Ma Reebok aveva ancora un’arma nel suo arsenale. Anzi, più di qualcuna. L’arma in questione riguardava il fatto che entrambi i brand stavano accessoriando le loro sneakers con lo stesso mix volatile, solo che l’ossigeno era in formati diversi.

3. La nuova tecnologia Pump

sneakers uomo reebok pump Paul Litchfield fu l’uomo incaricato da Paul Fireman di far funzionare il concept delle Pump. Il concetto era semplice da capire: le Pump avrebbero aggiunto alle normali sneakers degli inserti gonfiabili per un comfort maggiore. Il ragionamento era logico: i piedi di una persona non sono uguali e la differenza tra loro può creare lacune nella competizione sportiva. Ma a prescindere da questo, già l’idea di un livello superiore di customizzazione delle sneakers (sostanzialmente gonfie/sgonfie) attirava molto i consumatori, anche sul piano estetico. Litchfield avrebbe dovuto sviluppare questa tecnologia, includendola e brandizzandola per non mandarla troppo fuori temporalmente dallo spazio del periodo, e allo stesso tempo mantenendo i prezzi contenuti, il tutto in un lasso di tempo davvero stretto. La situazione non sembrava molto semplice. Ma il 24 Novembre 1989, le Reebok’s Pump uscirono in commercio. Il primo modello, oltre alla classica pompa a forma di basketball sulla linguetta, presentava un bottone sulla caviglia per fare uscire l’aria. Il prezzo di lancio fu 170$. Certamente non poco, anche per i giorni nostri, ma, come dicevamo all’inizio della storia, eravamo ancora negli anni ’80, quindi “bigger is better”.

4. Guerra Mediatica

guerra-spot-reebok-sneakers-scarpe-sportive-storia Quando sbarcammo nei ’90, Reebok diede il benvenuto ai propri consumatori in una nuova era, con le prime Pump che facevano da apripista a una serie che vedeva tra le proprie fila le Omni Zone, le Twilight Zone e le SXT Pump, su tutte. Le star della nuova tendenza conosciuta come Sport Conditioning. Un brevetto inviato da Paul Litchfield prevedeva una scarpa Reebok con sacche d’aria gonfiabili, divise in camere d’aria più piccole per dare la libertà di scegliere quali gonfiare, per dare maggior comodità alle sneakers. Nike incassò visibilmente il colpo.  

5. 1-vs-1

sneakers sportive pump

Dominique Wilkins, degli Atlanta Hawks, fu uno dei primi ad approdare nel team Pump. Seguito dal più giovane vincitore di un Grande Slam della storia, Micheal Chang, con le sue Victory Road, il modello da tennis delle ormai famose sneakers da basket. Lo stesso anno escono le Twilight Zone, una delle migliori scarpe da basket di sempre, prendendo il DNA delle Pump ma semplificandolo. Da quì in poi uscirono varie versioni delle sneakers di casa Reebok: sneakers da gold, sneakers da corsa, sneakers da camminata. Entriamo sempre più nel vivo della battaglia commerciale tra i due brand, che sin dall’inizio non è mai stata combattuta solo sugli scaffali dei negozi ma soprattutto negli spot televisivi (v. sopra) e dagli atleti testimonials, che non perdevano occasione di incalzare gli avversari. Tuttavia, a volte, una singola azione vale più di qualsiasi budget pubblicitario. Il 9 Febbraio ’91, il presso che sconosciuto Dee Brown riuscì a battere Shawn Kemp (poi passato a Reebok) all’NBA Dunk Contest. Prima di iniziare l’azione, il giocatore con la maglia 7 dei Celtics, davanti ad una folla globale, si mise a pompare le sue sneakers come fossero l’accessorio necessario alla riuscita dell’impresa. Il buon Dee alla fine tirò fuori dal cilindro la celebre schiacciata “no-look”, in cui mentre fluttuava verso il canestro per schiacciare, con l’altro braccio si copriva la visuale. Agli occhi del mondo furono proprio le sue Omni Zone II a rendere possibile tutto ciò. sneakers-reebok-shaq-attaq-uomo-scarpe Il ’92 fu l’anno dell’espansione. Dopo la sua vittoria, Dee Brown vide l’uscita in commercio delle sue D-Time, nella collezione Above The Rim, e le Court Victory II di Micheal Chang furono indossate anche da Busta Rhymes. Ma oltre a questo, Reebok aveva un piano. Nel 1992, il gigante degli Orlando Magic Shaquille O’Neal diede il nome ad un nuovo modello di Pump: le Shaq Attaq. Si pensava che fosse proprio lui l’atleta in grado di eguagliare il fenomeno Jordan, vista anche l’uscita del primo dei suoi 5 album hip-hop. Fu proprio questo accostamento al mondo del hip-hop (altra cultura/moda, largamente apprezzata al tempo) che fece fare alcune apparizioni cinematografiche alla sneakers. Tuttavia, per quanto riguarda le prestazioni sportive, il mercato andava nella direzione di scarpe leggere, in neoprene. InstaPump fu l’evoluzione che i patiti di tecnologia sneakers-oriented stavano aspettando. La tecnologia era all’altezza dei migliori atleti, le Insta Pump Spike sarebbero state sneakers  più leggere, sottili e funzionali ma avrebbero avuto, a causa del prezzo e della poca praticità di gonfiaggio, alcune pecche. Nel ’96 uscì il modello Iverson, che decise di utilizzare suole in Hexalite, ma senza il sistema Pump. Gli anni d’oro delle Pump stavano rapidamente finendo.  

6. The Last Chapter

insta-pump-reebok-sneakers-uomo-chanel-fury Quando le Insta Fury vennero rilasciate nel 1994, ci misero davanti non più ad una suola gonfiabile, ma ad una sneakers che prendeva come target un’audience più trendy, oltre che atleti in cerca di una scarpa sportiva tecnica. Scarpe dal look senza dubbio eccentrico, che si rifiutano di cambiare, come dimostra la collab con Chanel del 2003. Proprio nell’anno del 25esimo anniversario della loro nascita, sono uscite varie collaborazioni delle sneakers Pump, da quella con G-Unit, a quella con l’artista Rolland Berry, da Bodega a Atmos. La domanda che sorge spontaneo farci, arrivati alla fine della nostra storia è Vedremo ancora un periodo di creatività, nel mondo delle sneakers, come quello del primo capitolo delle Reebok Pump? La risposta è: probabilmente no. Il periodo tra gli anni ’80 e ’90 fu fantastico e negli anni dopo abbiamo potuto continuare a sentire e vedere l’influenza che hanno avuto tutti i protagonisti della nostra storia. Il sistema Pump di Reebok avrebbe meritato molto più di una semplice inclusione nelle pagine di storia delle sneakers, visto che ha dato alla luce una delle scarpe più moderne e rappresentative che siano mai state create. sneakers uomo storia reebok

You may also like